Dive e Donne della Galleria Borghese

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L’itinerario delle donne nelle sale  della Galleria Borghese è stato costruito lontano dai molteplici percorsi più vicini alle intenzioni originarie del cardinale Scipione Borghese.

Il repertorio iconografico della sua straordinaria collezione  voleva illustrare la dinastia della famiglia, l’amenità bucolica del luogo, il gusto per l’esotismo  e in quest’ottica si alternavano le favole mitologiche o si dispiegava  la ricostruzione antica della stirpe a partire da quella di Enea.

 

Nell’ideale concorso tra pittura, scultura e archeologia, la scelta dei temi è di particolare interesse perché sembra offrire sempre una contrapposizione tra elementi selvaggi e gentili (come la Fontana del Mascherone dove l’acqua scorreva indomita e da contrappunto la natura si piegava all’intelligenza dell’uomo nella rappresentazione di Priapo e Flora) tra allegorie della virtù (come nella Giuditta) e racconti biblici.

Lo scopo di questo viaggio sulle tracce di dee e donne del Museo Borghese si pone invece come una nuova prospettiva di sguardi attraverso cui fruire le collezioni al di fuori dei percorsi abituali ma senza trascurare i grandi capolavori che ne fanno parte integrante.

Non è escluso il trionfo di  Bernini che con le sue Proserpina e Dafne apre le danze, introducendoci nei racconti della mitologia classica, neppure Caravaggio poteva mancare, la cui Lena nella Madonna della Serpe offre uno scorcio attraverso cui guardare le donne di Roma del ’600, si affaccia in modo abbacinante Canova che insieme alla sua Paolina splendente ne costituisce una tappa immancabile.

Ma le vere protagoniste dell’itinerario sono quelle donne cui spesso non si dà voce:

le giovani  ninfee, le grandi dee, le donne dell’antichità,le sante, le donne bibliche, tutte quelle donne realmente vissute o solo immaginate, reali nelle pagine del mito o delle sacre scritture cui di diritto spetta una visita ideale “al lume dei torchietti”perché è questo il criterio che si usò per vedere”Paoletta” ed è questo il modo esoterico con cui si visitavano le antichità romane e cristiane.

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